Quando una trentina di giovani, accomunati dal fatto di vivere a Cagliari come studentesse e studenti fuori sede, partono per due giorni di “ritiro” insieme al direttore e all’equipe educativa del collegio universitario in cui risiedono dai primi di settembre, non sanno bene a cosa vanno incontro. Ogni prima volta, del resto, porta con sé tanti dubbi, qualche aspettativa e molta curiosità. Forse li rassicura il fatto che altri quindici collegiali degli anni precedenti, che quindi hanno già vissuto il loro primo Ritiro d’Avvento del College Sant’Efisio, abbiano deciso di accompagnarli. Ma, si sa, ogni esperienza è diversa e, allora nessuno, né matricole, né veterani, sa esattamente cosa succederà nella casa La Scogliera di Solanas.

Il viaggio inizia sabato 2 dicembre, in un pomeriggio soleggiato e fresco, come la più classica delle gite, con la scelta dei posti migliori in fondo al pullman e gli immancabili canti. Ad accoglierci appena entrati in casa, le suore e un panorama mozzafiato, che già invita alla contemplazione: ora il ritiro può partire ufficialmente e iniziare a svelare cosa si cela dietro il titolo “Fondati sulla roccia”. La prima attività è un gioco che contribuisce a creare il clima e ad introdurre finalmente il tema presentato da don Emanuele Meconcelli: la fiducia. Aver fiducia, fidarsi di qualcuno, di qualcosa è un’esperienza comune a tutti e allo stesso irrinunciabile. Non fidarsi di niente e di nessuno, del resto, porterebbe alla chiusura totale, all’immobilismo, alla fuga sociale. Ma il passaggio dalla ragionevolezza della fiducia alla capacità di viverla a piano non è per niente semplice, specie a 20 anni, quando si inizia un nuovo percorso lontano da casa, con persone nuove, con le prime ferite, le prime cadute, i primi dubbi che quella fiducia innata l’anno già minata.

Poi, per aiutare i ragazzi a entrare ulteriormente nel tema, arrivano Montale che incrocia Vasco Rossi, Pascal che fa eco ai Maneskin, Manzoni, Leopardi ed Erri de Luca che offrono ulteriori spunti di riflessione. E il confronto in piccoli gruppi sia anima, facendo emergere tutte le declinazioni del tema filtrate dalle sperienze dei giovani. A questo punto è semplice il passaggio dalla fiducia alla fede: fidarsi di quella parola bella che promette felicità. La celebrazione della messa, che non è per tutti i collegiali un’esperienza comune, ha coronato per tutti l’apice della condivisione. Un fine settimana volato veloce, con parole, incontri, giochi, merende, condivisioni profonde e semiserie che sembra non aver lasciato indifferente nessuno dei partecipanti. E nelle loro parole a caldo si ritrovano risonanze dell’esperienza vissuta: a nome di tutti Riccardo sottolinea l’importanza di “vivere un ritiro che permetta si staccare dalla vita di tutti i giorni, mettendo per un po’ da parte l’università, le lezioni e lo studio, ma anche la ricchezza venuta dalla possibilità di riflettere sul tema della fiducia in, senso ampio, dalle relazioni personali, alla fede e ai valori in cui si crede”. Giannantonio sottolinea l’apprezzamento per i giochi a tema, che “hanno conferito ulteriore valore alla classica discussione di gruppo sui testi selezionati. Entrambi i momenti sono stati uno spunto di riflessione importante ma le attività apposite penso ci abbiano dato una visione più pratica e metaforica dei concetti”. È d’accordo Lorenzo, che sottolinea “la bellezza di tornare bambini, mentre si cerca si diventare grandi”. Infine, Marco sottolinea come si sia vissuta “una di quelle esperienze che rimangono nel cuore per tutta la vita. Partiti tutti un po’ incupiti e pieni delle preoccupazioni di tutti i giorni, si è tornati spensierati e veramente felici, con il sorriso stampato sul volto”. E si può tornare tra le mura del College Sant’Efisio, certi di fare tesoro dell’esperienza vissuta.

 

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